| Tipologia | traversata |
|---|---|
| Località di partenza | Giordano |
| Comune | Prali |
| Dislivello | 1500 m |
| Quota massima raggiunta | 2850 m |
| Lunghezza | 22 km |
| Difficoltà | OSA (difficile con passaggi alpinistici) |
| Difficoltà scala toponeige | 3.2 |
| Grado di esposizione | E2 |
Particolarità
Traversata selvaggia, poco ripetuta e di buon impegno tecnico che permette di transitare nel bacino dei Tredici Laghi, nella Conca Cialancia, e di discendere l’intera alta Valle d’Angrogna. Per percorrere questo itinerario è necessario attendere di avere neve sicura su tutte le esposizioni, a costo di aumentare la parte da percorre sci in spalla nella porzione terminale della discesa. La prima parte dell’itinerario è in comune con la salita al Passo Roux. Sono necessari ramponi e piccozza per la risalita del canale che dà accesso alla cresta dalla quale inizia la discesa. Occorre considerare molto bene gli orari di partenza, in quanto i pendii alti del primo tratto di discesa prendono sole fin dalle prime ore del giorno e la parte bassa dell’itinerario si sviluppa a basse quote.
Trattandosi di una traversata, va considerata la logistica con le auto per i punti di partenza e arrivo.
Questo itinerario può essere anche considerato come complemento alla prima parte della Traversata del Pinerolese: una volta giunti a Prali, si può rientrare in Val Pellice seguendo il percorso qui descritto compiendo un itinerario di grande soddisfazione, e ottenendo, così, punto di partenza e di arrivo all’interno della stessa valle e non troppo lontani.
Tutti gli itinerari della conca dei Tredici Laghi possono essere avvicinati utilizzando gli impianti della stazione sciistica di Prali che permettono di raggiungere la sommità del Bric Rond. Qui è comunque descritto l’accesso dalla frazione di Giordano, situata a fondovalle.
Descrizione
a-b: Seguire per un primo tratto la pista di fondo, ma abbandonarla dopo alcune decine di metri prendendo una strada che sulla sinistra si diparte dalla pista stessa (direzione Agriturismo Miandette – Selle).
b-c: Dirigersi verso il Vallone delle Miniere, seguendo la stradina per superare le Miande Rabbiere, Miande Albergie, Miande Filharia e Miande Selle, fino ad attraversare il Rio Tredici Laghi sul caratteristico Pont dâ Riou a quota 1.736 m.
c-d: Appena dopo il ponte, cominciare a risalire la ripida scarpata e portarsi, seguendo grosso modo il corso
del rio che scende dalla Conca dei Tredici Laghi, sulla sua sponda sinistra orografica, fino a una piatta radura a quota 2.000 m circa.
d-e: Dalla radura, attraversare il rio e cominciare, tendendo sulla sinistra, a risalire il lato destro orografico del vallone, andando a intercettare la pista che scende dalla Conca verso le Bergerie del Torre, a quota 2.180 m circa.
e-f: Seguire grosso modo la pista: puntare ai grossi ruderi dei Ricoveri Perrucchetti, senza però risalire per aggiungerli. Durante questo traverso, su morbidi dossi in direzione est, lasceremo sotto di noi il Lago Primo e giungeremo nei pressi del Lago dell’Uomo a quota 2.380 m circa, appena al di sotto dei ruderi dei casermoni militari.
f-g: Di qui, puntando in direzione sud-est, imboccare un valloncello molto stretto e incassato tra due dossi,
che con morbide pendenze condurrà a un pianoro a quota 2.500 m circa. Continuare in direzione est, passando tra i due Laghi Verdi (2.511 m) e proseguire, sempre per morbide pendenze, fino alla conca in cui sorge il Lago Nero, a quota 2.628 m.
g-h: Lasciando il lago alla nostra sinistra, ormai con il ripido pendio ovest davanti a noi, risalirlo senza percorso obbligato fino alla sommità (eventualmente utili i ramponi).
h-i: Dalla sommità del Passo Roux, scendere in controllo lungo la cresta nevosa, spartiacque tra Conca Cialancia e Alta Val d’Angrogna, restando alla destra del filo e, tramite un passaggio ripido, sempre sul lato Angrogna, pervenire a un colletto dove la cresta si fa pianeggiante a quota 2.740 m. Questa porzione percorre il tracciato del sentiero estivo. Occorre prestare molta attenzione a non scivolare o a non farsi trascinare da neve umida in questo tratto: in caso di caduta si è esposti alle alte balze rocciose poste sopra la conca del Lago Laus.
i-l: da questo punto occorre aggirare una cresta rocciosa, invalicabile a sci. L’aggiramento si compie sul versante di Conca Cialancia (nord), nella quale si scende a piacere, fino ad aggirare il costone che sostiene il filo di cresta che si è lasciato. A quota 2.600 m circa, è agevole contornare la base dello sperone indicato, puntando verso destra, fino a raggiungere una conca pianeggiante a quota 2.560 m circa.
l-m: In questo punto si ripella e si entra nella conca alla nostra destra, al fondo della quale tre canali permettono di ritornare in cresta. Risalire quello più a sinistra, più ampio, meno incassato e più continuo (necessari ramponi e piccozza), fino a riguadagnare il filo di cresta al colletto, nuovamente sulla traccia del sentiero estivo, a quota 2.620 m.
m-n: Da qui è ben visibile la discesa sulla Val d’Angrogna. Discendere gli eleganti, ampi e ripidi pendii esposti a sud, a picco sul Lago Laus (2.451 m), lasciandolo sulla destra. Senza percorso obbligato, ma facendo attenzione ai numerosi cambi di pendenza del vallone, sciare compiendo un ampio arco verso sinistra, per poi rientrare a destra, in modo da aggirare un risalto roccioso dal quale spesso si formano cascate di ghiaccio, fino a giungere al pianoro dell’Alpe di Sella Vecchia (2.060 m).
n-o: di qui è possibile intercettare la strada che serve l’alpeggio e seguirla, sempre sul lato destro idrografico del vallone, eventualmente compiendo tagli laddove le condizioni e la neve lo consentano. Si transita presso l’Alpe della Sella (1.806 m) e si continua a seguire la strada, ignorando l’incrocio per il Rifugio dei Sap, si transita presso la borgata Ceresarea (1.318 m) fino a raggiungere il Ponte di Barma Freida in Località Pra del Torno, meta finale della traversata.
[Eugenio Martina]





























