Giro del Bucìe

Tipologiaanello
Località di partenzaGiordano
ComunePrali
Dislivello2000 m
Quota massima raggiunta2822 m
Lunghezza20 km
DifficoltàOS (difficile)
Difficoltà scala toponeige3.2
Grado di esposizioneE1

Uno degli itinerari di maggiore soddisfazione del Pinerolese. Percorso transfrontaliero, tra Italia e Francia, che mette insieme il raggiungimento di una cima, il transito attraverso due colli, un’ottima sciabilità, scorci su ogni parete del nostro imponente Bric Bucìe con la possibilità di effettuare una gita in ambiente selvaggio e lontano dalla super-frequentazione.

NB: Come evidente dalla traccia gps, abbiamo raggiunto la Punta Cerisira seguendo la variante di salita. La stessa cima può essere raggiunta con l’itinerario classico.

a-b Dalla borgata Giordano (1.498 m) prendere la strada (mantenuta come pista da fondo), fino alla borgata Ribba (1.563 m). Di qui portarsi agli alpeggi di Bout du Col (1.741 m) percorrendo il sentiero estivo, in caso di abbondante innevamento, oppure la strada utilizzata in estate per gli alpeggi.

b-c Dagli alpeggi di Bout du Col continuare sull’itinerario estivo, in direzione sud, e seguire la strada che porta al Lago Verde fino a un piccolo pianoro a quota 1.956 m.

c-d Qui si lascia la pista che tende a destra e, piegando verso sinistra in direzione sud-sud/est si risale, per magnifici dossi, il valloncello che scende dalla Colletta di Via Fiorcia e si raggiunge un poggio a quota 2.165 m.

d-e Di qui, andando diagonalmente verso sinistra e perdendo alcuni metri, si arriva alla base dell’ultimo pendio, un po’ più ripido, e si imbocca un breve valloncello/canale prossimo al filo di cresta, che in breve porta ai 2.258 metri della Colletta di Via Fiorcia.

e-f Continuare in direzione sud e traversare in leggera discesa fino alla base delle rocce per poi guadagnare l’imbocco del valloncello che conduce al Passo di Viafiorcia, mantenendo sulla destra le ripide pendici Orientali della Costa. Il tratto esposto è più breve rispetto all’itinerario classico, mediamente meno ripido. Attenzione però agli accumuli (zona sottovento solitamente) e al riscaldamento.

f-g Di qui, attraversando in salita verso destra in breve si giunge sul pendio nord della Cerisira che, senza seguire un itinerario prestabilito, si percorre agevolmente sino alla cresta sommitale sulla quale si ergono – ben visibili anche da lontano – i ruderi di una casermetta.

g-h dalla vetta della Cerisira (2823m) scendere il bel pendio sud-ovest che conduce alla Mait del Bucìe, in Val Pellice: la discesa si compie su ampi pendii, via via meno ripidi. A seconda delle condizioni e della piacevolezza della sciata si può scendere a piacere, ma il consiglio è di non perdere troppo dislivello e fermarsi nel piano a quota 2.350 m circa.

h-i Ripellare il pendio esposto a sud-est, andando a intercettare grosso modo la traccia del sentiero estivo che conduce al Bivacco Nino Soardi, e raggiungere il Col Bucìe a quota 2.635 m (il bivacco non è gestito, se non durante l’estate, ma è aperto). Prestare attenzione alla risalita di questo tratto: l’esposizione e l’orario in cui lo si raggiunge devono essere tenuti in debito conto, in quanto presenta tratti ripidi.

i-l Raggiunto il Col Bucìe, si spella nuovamente e si scendono gli ampi e morbidi pendii sul lato francese esposti a ovest e costituenti la testata del vallone a monte dell’abitato di Valpreveyre.

l-m Scendere a piacere, ma il consiglio è di ripellare non appena si intercetta il sentiero estivo a quota 2.500 m circa.

m-n Tenendo la destra idrografica, addentrarsi in una piccola valletta e uscire sui pianori soprastanti, procedendo in direzione nord-est. In questo tratto si costeggia la parete ovest del Bric Bucìe e, senza percorso obbligato, si punta all’intaglio sulla cresta a quota 2.737m, denominato Passo Bucìe sulle carte italiane, mentre su quelle francesi viene indicato come Col de Valpreveyre.

n-o Una volta raggiunto il colle si scende nuovamente sul lato italiano, tornando in Val Germanasca. La discesa da questo Passo varia a seconda delle condizioni. Si tratta di un breve canale incassato che spesso è meglio scendere a piedi (ramponi e piccozza eventualmente necessari). Una volta discese le prime decine di metri, si possono nuovamente calzare gli sci per discendere il pendio/conoide con vista sul rifugio Lago Verde, senza però raggiungerlo. Sciare in direzione nord-nord-ovest fino a intercettare la strada estiva che sale al rifugio Lago Verde, a quota 2.400 m circa. Da qui sono possibili due possibilità: in caso di scarso innevamento si può rientrare a Bout du Col seguendo a grandi linee il percorso della strada, valutando la possibilità di sciare sui residui di valanga dell’Eitragoulòou (come descritto nell’itinerario per la Punta Cerisira), oppure, se le condizioni della neve lo consentono, proseguire come descritto e come indicato in traccia.

o-p Seguire il percorso del rio, continuando anche quando questo si addentra nella caratteristica gorgia. L’ambiente è bellissimo in questo tratto, ma occorre prestare attenzione alle contropendenze, ai passaggi obbligati e considerare che la caduta in certi punti potrebbe esporre al rischio di finire in acqua! In questo punto non esistono vie di fuga, occorre percorrere il tratto fino in fondo. Proseguire fin a uscire dalla gorgia e discendere, ormai su pendenze modestissime, l’ampio fondovalle fino a quota 1.780 m.

p-q Risalire brevemente sulla destra orografica per ricongiungersi alla strada percorsa in salita. In questo punto si chiude l’anello e, percorrendo in senso inverso il percorso di salita, si torna alle auto.

NB: se non in caso di abbondante innevamento si sconsiglia di scendere da Bout du Col verso Ribba per il sentiero nel bosco (a volte seguito per la salita), in quanto la vegetazione sempre più fitta rende difficoltosa la sciata. Preferire la strada carrozzabile, ampia e veloce (sulla strada, prestare attenzione ai pendii sovrastanti esposti a Est, se carichi di neve alle ore tarde).

[Eugenio Martina]

Bout du Col (foto Aline Pons, 2021)

Risalendo alla Colletta di Viafiorcia (foto Aline Pons, 2021)

Variante di salita per la Cerisira (foto Aline Pons, 2021)

Dalla variante, sguardo indietro verso la Colletta di Viafiorcia (foto Aline Pons, 2021)

Quasi al Passo di Viafiorcia, il pendio della Cerisira è in alto a sinistra (foto Aline Pons, 2021)

Il rudere in vetta alla Cerisira (foto Eugenio Martina, 2020)

Ci si affaccia alla discesa lato Val Pellice, si scenderà nella bella conca della Mait fino al piano (foto Eugenio Martina, 2021)

Sguardo all’indietro, si ripella per il Colle Bucìe. Alle spalle il Col di Boina (foto Eugenio Martina 2021)

Il masso squadrato funge da riferimento sotto il Colle Bucìe (foto Eugenio Martina, 2021)

Quasi al Colle Bucìe, con il Bivacco Nino Soardi che emerge in parte dalla neve (foto Eugenio Martina, 2021)

Sul Bivacco Nino Soardi, non gestito (foto Elisa Peyrot, 2021)

Dal Colle Bucìe si scende lato francese verso Valpreveyre (foto Eugenio Martina, 2021)

Si ripella dal lato francese, sguardo sui bei pendii sopra Valpreveyre (foto Eugenio Martina, 2021)

In vista del Passo Bucìe (foto Eugenio Martina, 2021)

Discesa dal Passo Bucìe in una giornata ventosa. In basso si intuisce il Rifugio Lago Verde (foto Eugenio Martina, 2021)

Incrociata la strada a valle del Rifugio Lago Verde, si segue il rio (foto Eugenio Martina, 2021)

Nella gorgia (foto Eugenio Martina, 2021)

Il ramo che si scende è quello a sinistra in questa foto – ripresa guardando da Bout du Col (foto Eugenio Martina, 2021)

Usciti dalla gorgia si lascia correre fino alla piccola risalita sulla destra per ricongiungere la strada fatta in salita (foto Eugenio Martina, 2021)