Testa dell’Assietta

Tipologiagita classica
Località di partenzaGrand Puy
ComunePragelato
Dislivello1100 m
Quota massima raggiunta2566 m
Lunghezza13 km
EsposizioneS
DifficoltàBS (medio)
Difficoltà scala toponeige2.3
Grado di esposizioneE1

Il toponimo, derivato dall’italianizzazione del francese “Assiette”, e cioè “piatto”, rispecchia la configurazione del terreno, prevalentemente dolce, che culmina con alcuni dossi sullo spartiacque con la Val di Susa. Sulle sue pendici, il 19 luglio 1747, si combatté l’epica battaglia che segnò la fine della guerra di successione al trono d’Austria. In generale si può dire che è un itinerario poco noto che attraversa spazi assai vasti e di grande bellezza, oltre che di interesse storico. L’anello proposto per la discesa consente inoltre di sfruttare alcuni bei pendii da sciare nella parte alta, altrimenti piuttosto pianeggiante. Il percorso viene descritto con partenza da Grand Puy, che solitamente, data la quota e la natura del terreno, presenta migliori condizioni di innevamento rispetto a Soucheres Basses, da cui pure è possibile partire. Il dislivello indicato tiene conto della perdita di quota in salita e della ripellata necessaria al rientro.

a-b: Da Grand Puy, attraversare la borgata e giungere sul sentiero che conduce al Lago Lauson, attraversando la Comba Colonna e seguirlo fino a quando si incontra un dosso a quota 2.060 m circa, giungendo ad un bivio.

b-c: Tralasciando la traccia del sentiero estivo che conduce al Lago Lausoun, prendere leggermente a destra continuando a seguire il tracciato della mulattiera, lungo il quale si prosegue sino a giungere al casolare a quota 2.144 m (Alpe Rocce).

c-d: Da qui, abbandonando il tracciato della mulattiera, puntare verso nord per prati e dossi in direzione della selletta situata a quota 2.495 sul costone est del Gran Costa, ben visibile (nei pressi della quale è apposto cartello venatorio).

d-e: Raggiunta la selletta, si scende brevemente (senza necessità di togliere le pelli) per l’opposto versante, quindi, passando per i diruti baraccamenti a quota 2.433, si sale alla depressione soprastante il minuscolo Lago dell’Assietta da dove, svoltando a destra lungo la carrozzabile estiva che attraverso le montagne collega Depot a Sestrières, si raggiunge la Testa dell’Assietta.

Volendo rientrare lungo l’itinerario di salita, valutare se tenere le pelli sino allo scollinamento presso la selletta a quota 2.495 sul costone del Gran Costa, tenuto conto della morfologia del terreno nel tratto tra questa e la Testa dell’Assietta.

È tuttavia consigliabile, e più appagante sciisticamente, scendere l’ampio e bel pendio esposto a sud-sudovest, a cui si accede comodamente appena sotto la cima, dopo aver attraversato il tracciato della strada, e da qui continuare la discesa lungo il vallone sino ai piani a quota 2.300 circa. Rimesse le pelli, rimontare in direzione sud-ovest sino a riportarsi sul tracciato già percorso in salita, lungo il quale si raggiunge la già citata selletta a quota 2.495 m. Da qui, si rientra si rientra lungo l’itinerario di salita, con la possibilità, nella parte bassa, di abbandonare la mulattiera per sfruttare i bei prati a monte di Grand Puy, che si raggiunge sfruttando da ultimo la traccia di un sentiero che, verso destra, riporta alla borgata.

[Andrea Moretti]

La borgata grand Puy, punto di partenza (foto Aline Pons, gennaio 2026)

Il bivio a quota 2.060 circa: si abbandona il sentiero per il lago Lausoun e si segue la mulattiera verso destra (foto Aline Pons, gennaio 2026)

Alpe Rocce, a quota 2.144. Dietro, al margine destro della costruzione, la selletta da raggiungere (foto Aline Pons, gennaio 2026)

In salita, in prossimità della selletta (foto Andrea Moretti, gennaio 2026)

In salita verso la selletta quota 2.495, ben visibili le formazioni rocciose nei pressi della stessa (foto Aline Pons, gennaio 2026)

Alla selletta a quota 2.495 sul costone del Gran Costa (foto Andrea Moretti, dicembre 2026)

Dalla selletta, il costone del Gran Costa (foto Aline Pons, gennaio 2026)

Dalla selletta, sguardo sulla restante parte dell’itinerario e sul percorso di discesa (foto Andrea Moretti, dicembre 2026)

Dalla selletta, i baraccamenti a quota 2.433 e gli ampi e dolci dossi che si percorrono in salita (foto Aline Pons, gennaio 2026)

Al centro il monumento sulla Testa dell’Assietta, a sinistra la rampa per raggiungere il lago, a destra della cima il pendio di discesa (foto Aline Pons, gennaio 2026)

Dalla selletta si perde quota sul versante opposto (nord), puntando ai baraccamenti a quota 2.433 (foto Aline Pons, gennaio 2026)

Ampi spazi, in prossimità dei baraccamenti a quota 2.433 (foto Aline Pons, gennaio 2026)

La testa dell’Assietta, con l’inconfondibile monumento posto in cima (foto Aline Pons, gennaio 2026)

Dalla cima, sguardo indietro verso la selletta da oltrepassare (foto Aline Pons, gennaio 2026)

Il bel pendio poco sotto la cima offre una discesa breve ma consigliabile, Sullo sfondo il forte del Gran Serin e la sommità del Gran Pelà, spazzata dal vento (foto Eugenio Martina, gennaio 2026)

Il percorso di discesa dalla cima (foto Eugenio Martina, gennaio 2026)

I ripiani sottostanti il pendio di discesa, da cui occorre ripellare e salire per dossi verso destra, puntando alla selletta. In centro all’immagine la tonda sommità del Gran Cerogne (foto Eugenio Martina, gennaio 2026)