Passo Roux

Tipologiagita classica
Località di partenzaGiordano
ComunePrali
Dislivello1340 m
Quota massima raggiunta2830 m
Lunghezza19 km
EsposizioneW
DifficoltàOS (difficile)
Difficoltà scala toponeige3.1
Grado di esposizioneE1

A discapito del nome, il Passo Roux è in realtà un rilievo vero e proprio, consistente in una tondeggiante spalla della Punta Cialancia. Il Passo Roux è un importante nodo orografico; dalla sua sommità si dipartono, infatti, quattro diverse creste delimitanti il bacino dei Tredici Laghi a ovest, la Conca Cialancia a nord, l’alta Val d’Angrogna a est e il Vallone del Subiasco a sud. La cima è particolarmente panoramica e il suo ripido pendio
ovest è molto interessante dal punto di vista sciistico. Tutti gli itinerari della conca dei Tredici Laghi possono essere avvicinati utilizzando gli impianti della stazione sciistica di Prali che permettono di raggiungere la sommità del Bric Rond. Qui è comunque descritto l’accesso dalla frazione di Giordano, situata a fondovalle.

a-b: Seguire per un primo tratto la pista di fondo, ma abbandonarla dopo alcune decine di metri prendendo una strada che sulla sinistra si diparte dalla pista stessa (direzione Miandette).

b-c: Addentrarsi nel Vallone delle Miniere, seguendo la stradina e superare le Miande Rabbiere, Miande Albergie, Miande Filharia e Miande Selle, fino ad attraversare il Rio Tredici Laghi sul caratteristico Pont dâ Riou a quota 1.736 m.

c-d: Appena dopo il ponte, cominciare a risalire la ripida scarpata e portarsi, seguendo grosso modo il corso
del rio che scende dalla Conca dei Tredici Laghi sulla sua sponda sinistra orografica, fino a una piatta radura a quota 2.000 m circa.

d-e: Dalla radura, attraversare il rio e cominciare, tendendo sulla sinistra, a risalire il lato destro orografico del vallone, andando a intercettare la pista che scende dalla Conca verso le Bergerie del Torre, a quota 2.180 m circa.

e-f: Seguire grosso modo la pista: puntare ai grossi ruderi dei Ricoveri Perrucchetti, senza però risalire per aggiungerli. Durante questo traverso, su morbidi dossi in direzione est, lasceremo sotto di noi il Lago Primo e giungeremo nei pressi del Lago dell’Uomo a quota 2.380 m circa, appena al di sotto dei ruderi dei casermoni militari.

f-g: Di qui, puntando in direzione sud-est, imboccare un valloncello molto stretto e incassato tra due dossi,
che con morbide pendenze condurrà a un pianoro a quota 2.500 m circa. Continuare in direzione est, passando tra i due Laghi Verdi (2.511 m) e proseguire, sempre per morbide pendenze, fino alla conca in cui sorge il Lago Nero, a quota 2.628 m.

g-h: Lasciando il lago alla nostra sinistra, ormai con il ripido pendio ovest davanti a noi, risalirlo senza percorso obbligato fino alla sommità (eventualmente utili i ramponi).

Sull’itinerario di salita. Una volta tornati sulla strada intercettata in salita (quella che scende dalla Conca dei Tredici Laghi), è possibile seguirla integralmente in caso di innevamento carente nella parte bassa, nel bosco. Passando nei pressi delle Bergerie del Torre e delle Miande Lausarot, questa stradina permette di ricongiungersi con l’itinerario di salita nei pressi delle Miande Albergie.
Attenzione: la strada è tagliata su un versante molto ripido e assolato, si possono dover attraversare residui di valanga in forte contropendenza e presenta tratti ripidi e stretti in cui è difficile curvare (spazzaneve à gogo!).

[Eugenio Martina]

Il Pont dâ Riou, a quota 1.736 m. Appena attraversato il ponte occorre risalire la scarpata e inoltrarsi nel vallone, seguendo il rio (foto Aline Pons, marzo 2025)

Si risale il vallone sempre sulla sinistra orografica. L’itinerario passerà dove il colletto è illuminato dal sole, sulla sinistra (foto Aline Pons, marzo 2025)

La radura a quota 2.000 circa, in cui si attraversa il rio e si prende a salire sulla destra orografica del vallone (foto Aline Pons, marzo 2025)

La stradina che si intercetta a quota 2.180 m circa (foto Aline Pons, marzo 2025)

Si entra nella Conca dei Tredici Laghi, ben visibili i casermoni militari. Sullo sfondo la mole del Cournour, a destra il Cournourin e Punta Belvedere (foto Aline Pons, marzo 2025)

Il valloncello incassato (foto Aline Pons, marzo 2025)

Il bel pendio sud della Founset (foto Eugenio Martina, marzo 2025)

La punta Cialancia, con la nevosa spalla del Passo Roux alla sua destra (foto Aline Pons, marzo 2025)

Nei pressi dei Laghi Verdi, si sale verso il Lago Nero (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Dai pressi del Lago Nero, il ripido pendio ovest per il Passo Roux (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

In salita sul pendio ovest del Passo Roux, il Cournour svetta in primo piano, il Monviso sullo sfondo (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Uscita in vetta su pendenze sostenute, ognuno sceglie il suo metodo (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Dalla vetta del Passo Roux, sguardo verso il Cournour e la conca dei Tredici Laghi (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Dalla vetta del Passo Roux, sguardo sullo spartiacque tra alta Val d’Angrogna e Vallone del Subiasco (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Dalla vetta del Passo Roux, sguardo sullo spartiacque tra la Conca Cialancia e l’alta Valle Angrogna (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Dalla vetta del Cornour, sguardo sulla parte alta dell’itinerario alla Punta Cialancia e al Passo Roux (foto Eugenio Martina, maggio 2025)