| Tipologia | gita classica |
|---|---|
| Località di partenza | Coppi |
| Comune | Salza di Pinerolo |
| Dislivello | 1530 m |
| Quota massima raggiunta | 2736 m |
| Lunghezza | 16,5 km |
| Esposizione | S |
| Difficoltà | BS (medio) |
| Difficoltà scala toponeige | 2.3 |
| Grado di esposizione | E1 |
Particolarità
Il Monte Fournet è la quota massima della dorsale che si stacca dal Monte Peolioso e che, degradando verso est-nordest, divide le valli di Salza (a sud) da quella di Massello (a nord). Itinerario pochissimo battuto, per veri amatori. La scarsa frequentazione della gita è prevalentemente da imputarsi alla malagevole porzione inferiore dell’itinerario. Il Monte Fournet, infatti, può essere approcciato solo in condizioni di neve assolutamente sicura, quando le grandi valanghe del ripido versante meridionale del Colle Gran Cassas e del Monte Laparè sono già scese. L’accesso agli alpeggi, che costituisce la prima parte della gita, segue sostanzialmente il sentiero estivo e obbliga ad attraversare una decina di canali che inevitabilmente, con le giuste condizioni, saranno intasati da accumuli di valanga più o meno importanti e disagevoli, a seconda delle stagioni. Chi riuscirà a non farsi scoraggiare dal “repulsivo avvicinamento” sarà ampiamente ripagato dalla parte alta della gita, che sa regalare spazi ampissimi, ambiente selvaggio, solitudine e curve di prim’ordine, per quella che, probabilmente, è la più continua sciata con esposizione sud della Val Germanasca. Data la particolarità della prima parte dell’itinerario, ne consegue che è necessario impiegare più tempo rispetto alle “gite medie” per arrivare alla base del pendio, il quale è lungo (circa 800 m di dislivello) e esposto al sole fin dalle prime ore: ne deriva che oltre alle condizioni, è necessario considerare molto bene gli orari di partenza e il riscaldamento diurno. L’isolamento della valle, permette di godere dell’osservazione di tanti animali selvatici per tutta la giornata.
Descrizione
a-b: Dalla borgata Coppi si prende a seguire la strada forestale che si inoltra nel vallone e che, quasi subito, attraversa un ponte per portarsi sul lato destro orografico della valle. Trascurando le deviazioni secondarie, si continua a seguire la strada e si oltrepassa un acquedotto. Il tracciato diviene poi sentiero che, con alcune ripide e strette svolte (cautela in discesa), sale nel bosco e, sempre per questo, si oltrepassa una strettoia seguita da un falsopiano, sino a giungere al bivio per l’Alpe Vialetti e l’Alpe di Salza, a quota 1.570 circa.
b-c: Seguire le indicazioni verso destra per l’Alpe Vialetti e continuare sul sentiero estivo che, con alcuni saliscendi, costeggia il torrente. Imboccare il ponticello e passare dall’altro versante continuando a seguire, grosso modo, il sentiero estivo, che mantiene la sponda sinistra orografica del vallone. In questa sezione di itinerario si attraversano diversi canali di valanga. Continuare fino a raggiungere l’Alpe Vialetti: per l’accesso a questo primo alpeggio potrebbe essere più agevole scendere a livello del torrente, nel caso sia debitamente coperto da accumuli.
c-d: Dall’Alpe Vialetti, continuare sul sentiero estivo fino all’Alpe di Salza, attraversantdo ancora alcuni canali con relative colate di neve. Attenzione a non farsi attirare dal fondovalle, qui più ampio e con il torrente spesso coperto, perché poco oltre una gola sbarra l’accesso e non permette di proseguire.
d-e: Giunti all’Alpe di Salza comincia la parte remunerativa dell’itinerario, il vallone si allarga con la vista dominata dalla mole del Pignerol. Continuare a salire in mezza costa in direzione ovest, su pendii finalmente ampi e dolci e, attraversando ancora alcuni canali con le relative colate, portarsi alla base dello splendido pendio sud del Monte Fournet, su ampi ripiani, circa a quota 1.960 m.
e-f: Pur non apparendo così evidente dal basso, di qui, senza percorso obbligato è possibile concatenare una serie di dossi e piccoli pendii che man mano si rivelano, salendo con pendenze sempre modeste e mantenendo, grosso modo, il lato sinistro del pendio (sguardo a monte). Il percorso non è obbligato e si presta a numerose interpretazioni. Nell’ultima parte, la serie di dossi e vallette porta poi a spostarsi verso destra (sguardo a monte) puntando alla cresta sommitale fino ad uscire dove è più agevole, su medie pendenze, leggermente a destra della vetta (a sud-est di questa). Con un ultimo breve tratto verso sinistra, sulla dorsale spartiacque, si raggiunge la cima.
Discesa
Se si scende lungo i dossi percorsi in salita la difficoltà è quella indicata (BS), ma sono possibili diverse varianti (anche più ripide, di difficoltà OS) a seconda delle condizioni fino ai ripiani a quota 1.960 m, poi il rientro è obbligato, lungo l’itinerario di salita.
[Eugenio Martina]




















