Founset

Tipologiagita classica
Località di partenzaGhigo di Prali
ComunePrali
Dislivello1350 m
Quota massima raggiunta2800 m
Lunghezza15 km
EsposizioneNW
DifficoltàBS (medio)
Difficoltà scala toponeige2.3
Grado di esposizioneE1

Gita varia in ambiente selvaggio, normalmente poco ripetuta. Per quanto la difficoltà tecnica non sia troppo elevata e non si percorrano mai pendii davvero ripidi, l’itinerario si sviluppa (nella sua parte intermedia) sotto i ripidi versanti nord della Costa dell’Alpet e del Cappello di Envie: è quindi richiesta neve sicura. La parte bassa della gita può essere “disturbata” dai numerosi passaggi di chi percorre le linee di fuoripista, provenienti dai soprastanti impianti del comprensorio Tredici Laghi di Prali, ma la parte alta saprà regalare ampi spazi e, con ogni probabilità, la possibilità di effettuare una bella salita lontano dalla folla.

a-b: dalla partenza dell’impianto Baby, in località Bardour, puntare al fitto bosco di abeti bianchi, chiamato Bosco Nero, e cominciare a risalirlo in direzione sud-est, raggiungendo e poi seguendo, pressapoco, la traccia del sentiero estivo. Passando per la località Prà d’Aval (bacheca informativa), si raggiungono i ruderi delle strutture facenti parte del complesso minerario delle Miniere di Envie, a quota 1.840 m.

b-c: Di qui, si traversa a mezza costa, tenendo un diagonale ascendente alla base della dorsale nord-ovest della Costa dell’Alpet. Continuare a salire sulla sinistra idrografica, senza farsi tentare dal fondo della conca, delimitata a monte da uno scalino roccioso difficilmente valicabile. Sempre salendo in diagonale, alla base dei ripidi versanti alla nostra destra (potenzialmente valanghivi) si raggiunge il corso del Rio d’Envie, sull’agevole pianoro a quota 2.000 m circa.

c-d: Attraversare il corso del rio e spostarsi sulla destra idrografica. Per dolci ondulazioni si andranno a intercettare successivamente il sentiero estivo che sale da Indritti (a quota 2.140 m circa) e il sentiero estivo che proviene dal Bric Rond (a quota 2.290 m circa), fino a giungere alla conca in cui è presente il lago di Envie, a quota 2.320 m.

d-e: Lasciando il lago alla nostra sinistra, continuare su terreno pianeggiante e poi per modeste pendenze, fino alla quota 2.450 m alla base del versante nord della Punta Founset.

e-f: In questo punto, si piega decisamente verso destra e si imbocca il sinuoso vallone nord, non visibile fino all’ultimo. L’ingresso nel vallone si compie con un traverso a mezza costa su terreno abbastanza ripido (valutare bene le condizioni della neve in queso punto) raggiungendo, in seguito, dei morbidi dossi. Risalire il vallone liberamente e senza possibilità d’errore fino a raggiungere, con un’ultima ripida rampa che piega verso sinistra, il colletto a quota 2.600 m sulla cresta spartiacque con la Conca dei Tredici Laghi.

f-g: Volgendo in direzione est, percorrere i piani che conducono alla base della cresta ovest della Founset. A seconda delle condizioni, è possibile percorrerla sul filo (mai troppo esile, ma possono essere necessari i ramponi), oppure spostarsi sulla destra (versante Tredici Laghi), per aggirare, sci ai piedi, le principali difficoltà fino alla vetta.

Per raggiungere la Founset è anche possibile sfruttare gli impianti di risalita di Prali, portandosi con la seggiovia fino al Bric Rond. Di qui, seguendo indicativamente la direttrice del sentiero estivo, si attraversano le ripide pendici del Cappello di Envie fino a raggiungere la Conca dei Tredici Laghi. Si perdono così circa 100 metri di dislivello, quindi si inizia la salita sul primo ampio dosso in direzione est, verso il Lago dei Cannoni; raggiunta la conca del Lago, si guadagna la dorsale spartiacque con la conca del Lago di Envie, per seguirla fino in vetta.

Lungo l’itinerario di salita.

È altresì possibile scendere il ripido pendio sud-ovest ed entrare nella Conca dei Tredici Laghi, avendo così la possibilità di compiere due anelli:

– se le condizioni lo consentono, seguendo il vallone, è possibile raggiungere il fondovalle nei pressi della borgata Giordano, seguendo l’itinerario di discesa proposto per le altre gite della conca dei Tredici Laghi;

– nel caso in cui l’innevamento a bassa quota sia carente, traversando tendenzialmente a mezza costa (tenendo la destra in discesa), è possibile raggiungere le piste del comprensorio dei Tredici Laghi, ripellando per circa 150 metri di dislivello.

[Eugenio Martina]

Gli impianti del Baby a Bardour di Prali (foto Eugenio Martina, marzo 2026)

La bacheca del Pra d’Aval (foto Eugenio Martina, marzo 2026)

I ruderi delle strutture delle miniere di Envie (foto Eugenio Martina, marzo 2026)

Il pianoro a quota 2.000 m circa (foto Eugenio Martina, marzo 2026)

Si attraversa il Rio di Envie e si prende a salire sui dossi sulla destra idrografica. La Punta Founset appare sotto il sole (foto Eugenio Martina, marzo 2026)

Dal Lago di Envie, sguardo sul versante nord della Punta Founset (foto Eugenio Martina, marzo 2026)

Il traverso delicato per l’accesso al vallone (foto Eugenio Martina, marzo 2026)

La parte alta del vallone, con l’uscita verso sinistra (foto Eugenio Martina, marzo 2026)

Ultimo tratto ripido in uscita dal vallone (foto Aline Pons, marzo 2026)

Sul pianoro, spartiacque con la Conca dei Tredici Laghi, la Punta Founset è a sinistra, la Cialancia a destra (foto Aline Pons, marzo 2026)

Dalla cresta sommitale, sguardo sull’itinerario di salita, ben visibile il Lago d Envie gelato e ricoperto di neve (foto Aline Pons, marzo 2026)

Presso la vetta, sguardo all’indietro sulla cresta percorsa (foto Eugenio Martina, marzo 2025)

Il ripido versante sud-ovest della Founset, visto salendo alla Punta Cialancia (foto Eugenio Martina, marzo 2025)

Vista dal Monte Selletta, l’itinerario alla Punta Founset dal vallone del Rio di Envie (foto Matteo Bourcet, marzo 2017)

Salendo verso la Punta Bruta, alle spalle ben evidente il Lago di Envie e il vallone che conduce alla cresta (foto Aline Pons, aprile 2024)

Vista d’insieme della parte alta dell’itinerario per la Punta Founset, ben evidente il vallone, sulla destra dell’immagine (foto Aline Pons, aprile 2024)