Bric Ghinivert

Tipologiagita classica
Località di partenzaPattemouche
ComunePragelato
Dislivello1450 m
Quota massima raggiunta3038 m
Lunghezza21 km
EsposizioneW
DifficoltàBSA (medio con passaggi alpinistici)
Difficoltà scala toponeige2.3
Grado di esposizioneE1

Il Ghinivert, o Eiminâl come localmente veniva anche chiamato, è la più alta montagna dello spartiacque Chisone-Germanasca. Questo bel percorso, che si sviluppa in un ambiente di notevole interesse naturalistico e storico, può essere anche molto interessante dal lato alpinistico se si percorre la variante primaverile data in calce all’itinerario principale, che risale il bel canale nord della montagna.

a-b: Seguire la strada di fondovalle, che in inverno è mantenuta come pista di fondo e poi con traccia battuta dal gatto delle nevi fino al bivio per Troncea (1.768 m). Da qui, si prende a seguire la strada che, diramandosi sulla sinistra, si inerpica sul fianco della valle sino a raggiungere – a quota 1.915 m – Troncea, antico borgo distrutto dai tedeschi nel 1944, e l’omonimo rifugio, ove è eventualmente possibile pernottare.

b-c: Tenendosi al limitare del bosco soprastante le case, si sale fin presso un isolato rudere a quota 2.106 m. Tenendo come riferimento il tracciato del sentiero estivo, si sale fino a quota 2.120 m circa. A questo punto si svolta decisamente verso destra e si attraversa, in piano, il canale scendente dal versante ovest della Punta del Beth. Passando sotto una barra rocciosa, si continua ad attraversare, guadagnando agevolmente la quota 2.166 del costone sud-ovest della Punta del Beth, vera e propria porta d’accesso al Vallone delle Michele che il poco evidente costone ovest del Ghinivert divide in due rami, il Vallone di Charnier e il Vallone del Colle del Beth.

c-d: Di qui, attraversati i due canali di quest’ultimo, si procede per l’appunto lungo il costone del Ghinivert (a quota 2.435 si trova “l’Angolo”, evidente rudere delle vecchie installazioni minerarie) sino a quota 2.900 circa; quindi si piega a destra e, approfittando di un gradino naturale situato poco al di sotto della cresta nord-ovest, si attraversa il versante sud-ovest sino a trovarsi sotto la verticale della vetta che, lasciati gli sci, si raggiunge percorrendo per un centinaio di metri facili roccette affioranti. In alternativa, è possibile continuare ad attraversare in falso piano fino a congiungersi con la cresta sud della montagna. Di qui, intercettate le tracce del sentiero estivo, spesso sgombro da neve in stagione avanzata, si è agevolmente in vetta.

Volendo dare un tocco alpinistico alla gita, dall”‘Angolo” si tende verso il Vallone del Beth raggiungendone il colle a quota 2.785 m. Passati sul versante dei Laghi del Beth, si costeggia alla base il costone nord-ovest del Ghinivert sino a trovarsi sotto al canale (quota 2.820 circa) del versante nord che, con piccozza e ramponi, si risale giungendo in vetta, dopo aver superato da ultimo una breve crestina di misto che richiede qualche attenzione. Sono ovviamente necessarie condizioni di neve stabile. Questa variante può anche essere percorsa in discesa, per chi volesse sciare il canale: la lunghezza è limitata (150 metri circa), ma le pendenze sono significative (si aggirano intorno ai 40°), ed è quindi richiesta una buona confidenza con i terreni ripidi. La traccia GPS su questa pagina segue questa variante.

Per il percorso di salita. Volendo, giunti sul costone ovest della Punta del Beth (detta anche Bric di Mezzogiorno), anziché seguire l’itinerario di salita è possibile scendere per pendii gradualmente più ripidi sino alla confluenza fra il canale del Beth e quello del Vallone di Charnier, e da qui, prendendo a destra, raggiungere gli ampi pendii sottostanti Troncea.

[Andrea Moretti]

Il rifugio Troncea. Alle spalle la dorsale del Monte Pelato (foto Emilio Chiolerio, aprile 2025)

Il rudere denominato “l’angolo”, di qui il percorso normale prevede di tendere verso destra, per portarsi sotto la cima (foto Emilio Chiolerio, aprile 2025)

Si sale in ambiente grandioso (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Si sale sul dosso, la cima è in vista (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Il gradino naturale sotto la vetta di cui si parla in descrizione (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

L’accesso diretto, sotto la verticale della vetta (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

L’accesso dalla cresta sud, per il sentiero estivo (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Il caratteristico torrione sommitale del Ghinivert (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Dalla vetta, sguardo verso sud (foto Eugenio Martina, aprile 2026)

Pendii ideali. La Rognosa domina la scena (foto Aline Pons, aprile 2026)

Sguardo sull’itinerario (foto Aline Pons, aprile 2026)

I bei pendii del Ghinivert, visti dai pressi della Punta Pra Crò (foto Andrea Moretti, dicembre 2021)

Al centro, il Bric Ghinivert, con i suoi bei pendii e, alla sua sinistra, il colle del Beth, svalicato il quale si accede al canale nord (foto Andrea Moretti, gennaio 2022)

Il bivacco al Colle del Beth, sullo sfondo il Ghinivert con l’evidente canale nord (foto Emilio Chiolerio, aprile 2025)

Nei pressi della cima, dopo essere usciti dal canale nord (foto Arianna Curto, febbraio 2023)

Sguardo dalla cima, in lontananza il Monviso, in primo piano sulla desta il vallone di Charnier (foto Arianna Curto, febbraio 2023)

Canale nord del Ghinivert, stracarico di neve (foto Andrea Moretti, maggio 2008)

Al centro della foto il colle del Beth, ed il poco distante canale nord del Ghinivert (foto Andrea Moretti, maggio 2008)